La speranza equivale alla rassegnazione. E vivere non è rassegnarsi.

Oltre il muro del suono: il Manifesto di Gaza Youth Breaks Out

Posted: febbraio 9th, 2013 | Author: | Filed under: Documenti | Tags: , , , , | No Comments »

Pubblichiamo di seguito la nostra traduzione del Manifesto scritto nel 2011 da alcuni ragazzi di Gaza che si sono riuniti nel collettivo Gaza Youth Breaks Out. E’ un urlo di ribellione, di rabbia che viene di là del muro, da una terra che ancora dopo due anni faceva i conti con le macerie lasciate dai bombardamenti di Piombo Fuso (2009). Sono parole più che mai attuali oggi, a pochi mesi da un’altra “operazione” simile (Pillar of defence).

gybo

Fanculo Israele. Fanculo Hamas. Fanculo Fatah. Fanculo alle Nazioni Unite. Fanculo all’UNRWA. Fanculo agli USA! Noi ragazzi di Gaza siamo stufi di tutto questo, stufi dell’occupazione, delle violazioni dei diritti umani, dell’indifferenza della comunità internazionale! Vogliamo sfondare questo muro di silenzio, ingiustizia e indifferenza così come gli F-16 israeliani sfondano il muro del suono; vogliamo urlare con tutta la nostra forza per liberarci dall’immensa frustrazione che ci consuma per il fatto stesso di vivere in questa fottuta situazione; siamo come pidocchi ad attendere la fine tra le due unghie che ci schiacceranno, viviamo un incubo nell’incubo: nessun rifugio per la speranza, nessuno spazio per la libertà. Siamo stanchi di rimanere invischiati in macchinazioni politiche, stanchi di notti nere come il carbone con gli aerei a sorvolare le nostre case, stanchi di vedere contadini innocenti colpiti da proiettili nella “zona cuscinetto” [quella immediatamente a ridosso del muro che circonda Gaza] solo perchè cercano di prendersi cura delle loro terre, stanchi di ragazzi barbuti che girano armati ad abusare del loro potere, a picchiare ed incarcerare altri ragazzi che manifestano per quello in cui credono; stanchi del muro di vergogna che ci separa dal resto della nazione e ci tiene imprigionati in questo fazzoletto di terra. Non sopportiamo più di essere dipinti come terroristi, fondamentalisti fai-da-te con le tasche colme di esplosivo e l’inferno negli occhi, non sopportiamo più l’indifferenza che incontriamo nella comunità internazionale, i sedicenti esperti capaci solo di esprimere cordoglio ed elaborare risoluzioni, ma codardi nel costringere all’applicazione di quanto hanno concordato tra loro. Siamo semplicemente stufi e stanchi di vivere una vita di merda, imprigionati da Israele, picchiati da Hamas, ignorati dal resto del mondo.

Una rivoluzione sta crescendo in noi, un’immensa insoddisfazione, una frustrazione che  ci distruggerà se non troviamo un modo di incanalare questa energia in qualcosa in grado di sfidare lo status quo e darci una qualche speranza. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, che ci ha riempiti di frustrazione e di disperazione, è giunta il 30 novembre [2011], quando alcuni miliziani di Hamas hanno fatto irruzione armati al Forum di Sharek Youth, una delle più importanti organizzazioni giovanili, costringendo tutti ad uscire, incarcerando alcuni di noi ed impedendo allo Sharek di continuare i lavori. Qualche giorno dopo, le manifestazioni di protesta davanti allo Sharek sono state represse a forza, e altri ancora sono stati incarcerati. Stiamo davvero vivendo un incubo nell’incubo. E’ difficile trovare parole per esprimere la pressione a cui siamo sottoposti. A stento siamo sopravvissuti all’operazione Piombo Fuso, durante la quale siamo scampati per un soffio alle bombe che hanno distrutto migliaia di case e ancor più vite e sogni. Non si sono sbarazzati di Hamas come avrebbero voluto: in compenso ci hanno terrorizzato per sempre, hanno causato a tutti noi sindromi post-traumatiche, perchè non trovavamo via di fuga.

Siamo giovani dal cuore duro. Portiamo dentro di noi una durezza così immensa che è difficile per noi emozionarci davanti ad un tramonto. E come potremmo, quando nuvole nere dipingono l’orizzonte e i ricordi più bui fanno correre i nostri occhi al passato, appena li chiudiamo? Sorridiamo per mascherare la sofferenza. Ridiamo per dimenticare la guerra. Speriamo per non arrivare al suicidio, qui e ora. Durante la guerra avevamo l’intaccabile certezza che Israele volesse cancellarci dalla faccia della terra. Negli ultimi anni Hamas ha fatto quello che poteva per controllare i nostri pensieri, le nostre azioni, le nostre aspirazioni. Siamo una generazione di giovani abituati ad avere missili davanti agli occhi, trascinandoci dietro l’obiettivo, che pare impossibile, di vivere una vita normale, sana, e nel frattempo siamo a mala pena tollerati da un’organizzazione che si è diffusa nella nostra società come un tumore maligno, portando disordine ed uccidendo in effetti tutte le cellule vitali, i pensieri e i sogni che si trovavano sulla sua strada, paralizzando la gente con un regime di terrore. Per non parlare della prigione in cui viviamo, una prigione sostenuta dai cosiddetti paesi “democratici”.

La storia si ripete sempre nei suoi lati più crudeli, e nessuno sembra interessarsene. Abbiamo paura. Qui a Gaza abbiamo paura di essere incarcerati, imprigionati, colpiti, torturati, bombardati, uccisi. Abbiamo paura di vivere, chè ogni passo che facciamo deve essere calibrato e calcolato: ci sono limitazioni dovunque, non possiamo andare dove vogliamo, dire quello che vogliamo, fare quello che vogliamo, a volte non possiamo nemmeno pensare quello che vogliamo, perchè l’occupazione ha occupato i nostri cervelli e i nostri cuori, lo ha fatto in maniera così terribile che ci fa male e ci costringe a voler versare lacrime di frustrazione e di rabbia, senza fine!

Non vogliamo odiare, non vogliamo più provare tutto questo, non vogliamo più essere vittime. BASTA! Basta dolore, basta lacrime, basta tristezza, basta controlli, limitazioni, giustificazioni inumane, basta terrore, torture, e poi scuse, bombardamenti, notti insonni, morti civili, memorie nere, futuro oscuro, presente che fa male al cuore, politici fanatici, fanatici politici, vaneggiamenti religiosi, basta incarcerazioni! ORA DICIAMO BASTA! Questo non è il futuro che vogliamo!

Vogliamo tre cose. Vogliamo essere liberi. Vogliamo vivere una vita normale. Vogliamo la pace. Chiediamo tanto? Siamo un movimento per la pace, formato da giovani di Gaza e dai loro sostenitori nel mondo, che non si fermeranno finchè la verità su Gaza non sarà conosciuta da ogni uomo sul globo in misura tale che non sarà accettato il tacito assenso, nè la rumorosa indifferenza nei confronti di quanto accade.

Questo è il manifesto dei giovani di Gaza per il cambiamento!

Cominceremo facendola finita con l’occupazione che ci circonda, ci libereremo da questa segregazione mentale, recupereremo la nostra dignità e il rispetto di noi stessi. Terremo alte le nostre teste anche se incontreremo resistenze. Lavoreremo giorno e notte per cambiare la miserabile situazione in cui viamo. Costruriemo sogni dove troviamo muri.

Speriamo solo che tu – si, tu che ora leggi questo manifesto – possa sostenerci.
Per sapere come, contattaci direttamente (freegazayouth@gmail.com).

Vogliamo essere liberi, vogliamo vivere, vogliamo la pace.

Libertà per i ragazzi di Gaza!

Qui il testo originale.